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MarketinGeek
08 Agosto 2014
IN – Intervista a Marco Bianchi

Abile chef e personaggio carismatico, ma anche ricercatore e divulgatore scientifico nella squadra del Professor Umberto Veronesi.

L'abbiamo conosciuto al deCanto di Milano in occasione dell'evento ViviBene promosso da Airest S.p.A. in collaborazione con Fondazione Umberto Veronesi.

Umile, simpatico e preparatissimo, Marco Bianchi oltre ad essere un abile chef è anche ricercatore e divulgatore scientifico all'interno della squadra del Professor Umberto Veronesi. I suoi piatti quindi non sono solo belli, buoni e ricercati, ma anche e soprattutto SANI

Gestisce il blog Bello & Buono nel sito di Repubblica ed è un personaggio sempre più richiesto, già protagonista e ospite di diversi programmi televisivi dove si fa apprezzare per quel suo modo di fare genuino, spigliato e divertente. 

Marco, come mai solo negli ultimi anni c'è stata l'esplosione di format stampa, tv, web e radio dedicati al food? 

In America, ma anche già in Austria o in Germania c'erano diversi format da cui poter attingere, senza nulla togliere a trasmissioni storiche e importanti come La prova del cuoco. Considerando poi che negli ultimi in Italia c'è stata l'esplosione del biologico e della cucina salutista, ecco che è cresciuta anche tutta la produzione mediatica di contorno. Sono gli anni dei primi Eataly e in cui i centri commerciali strutturano la propria offerta sulle base delle nuove esigenze dei consumatori.

Oggi, un po' per il nostro palato e un po' per apparire nei social, ci atteggiamo tutti da cuochi provetti. Che ne pensi?

La forza della cucina è che unisce e appassiona tutti, e ora grazie a sistemi come Facebook, Twitter o Instagram può raggiungere una dimensione sociale davvero elevata. Infatti, la cosa più facile da condividere oltre a te stesso in mutande è proprio il piatto che ti prepari da solo, facilitato dal fatto che a qualche ora in cucina ci devi passare per forza e non serve nemmeno essere tanto bravi visti tutti i filtri che abbiamo a disposizione!

Sei iperattivo nei social e rispondi praticamente a tutti, ma come fai a starci dietro? 

Dedico quotidianamente un paio di ore alla gestione dei social network, scrivendo dai 3 ai 4 post da condividere in Facebook, Instagram e Twitter, e in orari differenti. Alcuni fan sono più attivi infatti alla mattina, ma c'è anche un affezionato gruppo di “nottambuli” che contribuisce al dibattito ogni sera tra le 22 e le 23.

Intanto in facebook la sua fan page ha già superato i 50,000 follower, con un record personale di 5,000 nuovi fan in una sola settimana.

In che modo la comunicazione che ruota attorno a questo mondo sta influenzando le abitudini alimentari delle persone?

La nostra è un'azione emulata che ci aiuta a migliorare nella qualità delle scelte alimentari. Capita però che mangiamo consapevolmente anche cibi poco salutari, o che ci diciamo che una sigaretta non fa male, che la corsetta la possiamo fare domani e così via, posticipando e trasgredendo continuamente ogni cosa. Consapevoli della nostra pigrizia fisica e alimentare, prestiamo molta attenzione alle proposte salutari che ci arrivano dall'esterno, cosa che ha spinto le grosse catene alimentari a passare da spazi di pochi centimetri a intere corsie dedicate all'alimentazione vegetariana e vegana, con una ricca offerta di cereali, legumi, zuppe pronte e menù completi per tutti i gusti.

Perché ci sono più programmi e rubriche sul food che ristoranti per vegani e vegetariani?

Gli imprenditori non si fidano perché è una nicchia ancora troppo piccola. Nelle grandi città trovi di tutto ma appena ti sposti ecco che l'offerta crolla miseramente. Ci sono strutture che aprono e chiudono nel giro di un anno, o take away che partono con una filosofia totalmente vegana e che poi si trovano costretti ad ampliare l'offerta.

Da “tesoro salviamo i ragazzi” a “aiuto stiamo ingrassando”, i tuoi format sono votati al migliorarsi nello stile di vita e nell'alimentazione prima ancora che in cucina. Chi ti presta maggiore attenzione, gli adulti o i giovanissimi?

Molte delle iniziative che promuovo sono rivolte ai giovanissimi poiché sento la necessità di renderli consapevoli che le scelte alimentari di oggi influenzeranno la loro vita un domani: sono meticolosissimi, tanto che a volte qualcuno di loro mi contatta per avere un parere veloce sugli ingredienti di un prodotto.

Marco in questi mesi sta effettuando in tutta Italia una lunga tournée di “Incontri con l'Autore” per presentare il suo ultimo libro “50 minuti, 2 volte a settimana”, in cui propone dei menù/programmi semplici ed efficaci per tenersi in forma ma anche in salute.

Ultimamente si sono visti casi di persone affette da patologie importanti che sono guarite cambiando le proprie abitudini alimentari. Coincidenze?

Esistono ormai molti casi di pazienti oncologici che hanno conseguito importanti miglioramenti a fronte di un aggiustamento della propria dieta, ma non è una cosa di cui si parla molto visto che potrebbe mettere in crisi buona parte dell'industria alimentare.
Non possiamo dire che questi casi siano coincidenze, anzi, c'è una base scientifica che stiamo studiando e appurando al meglio. Il mondo vegetale è sicuramente quello che ci migliora e che ci protegge, favorendo la regressione di diverse patologie. Questo non vuol dire diventare per forza vegani ma piuttosto imparare a consumare questi alimenti in maniera più responsabile, consapevole e controllata.

C'è qualcosa da evitare assolutamente nei nostri acquisti?

Oltre ovviamente al burro e alle margarine, consiglio di evitare i prodotti che contengono l'olio di palma o quello di cocco, che oggi sono utilizzati in diverse preparazioni e che spesso vengono “nascosti” sotto la dicitura “grassi vegetali”. Se poi tua nonna avesse il burro fatto in casa e te lo spalmasse di tanto in tanto su una fetta biscottata, il discorso ovviamente cambierebbe!

Ci sono dei siti che ritieni particolarmente ispirati e ispiranti per quelle persone che vorrebbero avviare la propria “conversione”?

Il sito di Fondazione Umberto Veronesi è uno dei più autorevoli in fatto di alimentazione. Ci scrivo anch'io e rappresenta una sorta di pagine gialle della salute. Il mio consiglio è di consultare anche i siti delle varie associazioni, come ad esempio quelle dei celiaci, dei diabetici o dei cardiopatici: è più facile ottenere degli ottimi consigli in queste pagine, dove l'educazione alimentare è reale, piuttosto che in quelle “sponsorizzate” dall'industria alimentare.

Ma di tanto in tanto, di nascosto, non te lo spari mica un mezzo chilo di fiorentina?

Fino a 8 anni fa pure lo stinco! Ho addirittura lavorato da Mac Donald dove ingurgitavo di tutto. Ho praticamente vissuto una vita con la carne prima di abbandonarla (Ndr. Marco non è vegano né vegetariano, anzi consiglia alcuni tipi di pesce)

Se vorrete mangiare buono e sano non vi resterà dunque che seguire Marco nei social, cercando ad esempio l'hashtag #iomimuovo, oppure cliccando qui:

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LIBRI CONSIGLIATI:

- Se niente importa, di Jonathan Safran Foer

- Il dilemma dell'onnivoro, di Michael Pollan

RICETTA CONSIGLIATA (Tratta dal libro “50 minuti, 2 volte a settimana”):

IL MELACCIO

Il Melaccio ti profuma la casa di mela e di cannella! Privo di grassi saturi ma ricco di fibre, fortifica il nostro sistema cardiovascolare, favorisce la pulizia dell'intestino e ha addirittura proprietà anti-age.

Ingredienti:

800 g di mele

1 limone

90 g di farina di grano tenero tipo 0

90 g di farina integrale

30 g di fecola di patate

80 g di zucchero integrale di canna mascobado

200 g di yogurt bianco di soia

80 g di uvetta

40 g di mandorle

60 g di noci

1 bustina di lievito

5 cucchiai di olio di mais

Tagliate le mele e riducetele a pezzettini. Bagnatele con il succo di un limone e profumatele con la scorza del limone grattugiata. A parte, miscelate le farine, la fecola di patate, lo zucchero integrale mascobado, lo yogurt, il lievito, le mandorle tritate fini e le noci tritate grossolanamente. Mescolate bene e aggiungete 5 cucchiai di olio di mais e l'uvetta ammorbidita in acqua tiepida. Aggiungete le mele e mescolate ancora. Se piace, profumate con un cucchiaino di cannella da aggiungere all'impasto prima di incorporare le mele. Cuocete per un'ora a 180/200 gradi.

Autore: Marco Bianchin
Inserito il: 08 Agosto 2014
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