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30 Settembre 2014
IN - Treviso Comic Book Festival: il fumetto e l'illustrazione di vetrine, un connubio ad arte

Si è è concluso ieri il Treviso Comic Book Festival, dove abbiamo incontrato l’illustratore Mattia Riami

40 espositori, 20 mostre in diverse location del centro storico, 3 eventi di musica e live painting, 10 workshop sul fumetto e incontri con oltre 60 autori, questi i numeri dell’edizione 2014 del Treviso Comic Book Festival svoltosi nella città veneta dal 24 al 28 settembre.

Circa 30.000 visitatori si sono riversati tra le vie del centro per assistere ai diversi appuntamenti in programma. La mostra “Yo soy Joan Cornellà”, in particolare, ha registrato ben 700 visitatori in due ore, elevando a tutti gli effetti il lavoro dei fumettisti a quello dei colleghi pittori delle cosiddette “arti maggiori” e decretando il successo dell’illustrazione in tutte le sue sfaccettature. Potete amminare le opere di questo artista nel suo sito oppure segundo la fan page in Facebook e il profilo Instagram.

La caratteristica della manifestazione è la realizzazione di soggetti e personaggi dei fumetti sulle vetrine dei negozi della città, un’esplosione di creatività che ha  invaso Treviso in soli quattro giorni ad opera di disegnatori dalle più svariate provenienze.

Abbiamo incontrato Mattia Riami, illustratore e graphic designer diplomatosi allo IED di Milano, per rivolgergli alcune domande.

L'iniziativa prevede la realizzazione di illustrazioni esclusivamente a mano libera. Può ancora il disegno tradizionale trovare spazio in un'epoca in cui ogni immagine deve fare i conti con Photoshop?

Si, a mio parere il disegno a mano libera è fondamentale anche nell'era del digitale in cui ci troviamo, l'esperienza del TCBF ne è una prova lampante. Vetrine decorate completamente a mano libera, improvvisate, quasi a livello di performance live, toys dipinti con pennarelli e pennelli, mostre di artisti che lavorano prevalentemente con tecniche tradizionali, tra cui il celebre Joan Cornellà che realizza le sue illustrazioni con pennelli e tubetti di colore.

Come hanno affrontato l'evento i proprietari dei negozi: hanno letto l'intento di promozione del fumetto o hanno prediletto quello esclusivamente decorativo?

La maggior parte dei proprietari ha inteso il festival come un occasione per decorare la vetrina del proprio negozio, fortunatamente ci sono state anche quelle personalità più giovani che hanno capito l'importanza di pubblicizzare il festival e ci hanno permesso di decorare la vetrina a nostro piacimento, puntando molto su uno stile “fumettoso”.

Come hai scelto i soggetti?

In base al tipo di locale che trovavo di fronte, realizzando un disegno a tema ma che allo stesso tempo ricordasse lo scopo per cui è stato fatto: elogiare il fumetto, l'illustrazione e il festival.

La vetrina come supporto è interessante dal punto di vista comunicativo ma abbastanza precario da quello artistico, vista la facilità nel danneggiare l'immagine. 

Effettivamente l'esperienza della vetrina è stata molto interessante sia dal punto di vista delle grandi dimensioni che da quello dell'improvvisazione, purtroppo essendo esposta al passaggio di una moltitudine di "dita" di vari passanti, al sole ed alla pioggia ha una durata breve, ma questo aumenta la sua unicità.

Autore: Silvia Galluzzi
Inserito il: 30 Settembre 2014
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